Tra Italia
e America Latina

Questo sito “personale” non avrebbe ragion d’essere se non fosse fondato sulle esperienze concrete che mi hanno avvicinato, appassionato e definitivamente legato alla realtà, alle vicende, alle personalità del continente latinoamericano. 

Ultime dalla mia agenda

AGENZIA ANSA SUL LIBRO L’INTERNAZIONALE REAZIONARIA

Dispaccio ANSA/Redazione America Latina

MAURIZIO STEFANINI SU IL FOGLIO

Maurizio Stefanini su Il Foglio, 2 giugno 2026, “L’onda trumpiana in America Latina”

CUBA: IL DOPPIO EMBARGO CHE SOFFOCA IL POPOLO CUBANO

Mio articolo su Cuba, uscito sulla rivista Formiche, n. 225 di giugno 2026

TRE MINUTI SU RADIO MC2

Mia breve presentazione del libro su Radio MC2 (Monte Carlo), 30 maggio 2026

Benvenuti

Dopo oltre nove anni di inattività il mio sito personale riprende a funzionare. Con una veste completamente rinnovata, grazie alla professionalità e creatività di Zowart. Dall’inizio del 2017 ho smesso di aggiornare il sito perché assumevo l’incarico di Segretario Generale dell’IILA, e dovevo mantenere un profilo istituzionale. Sono rimasto all’IILA tre anni (un mandato), fino al 2019. In quel momento, per varie ragioni, non era tra le mie priorità riattivare il sito. Quindi il letargo è proseguito per altri sei anni. Con la primavera 2026 il sito torna attivo.

In libreria

È uscito il mio libro “L’internazionale reazionaria. Dall’America Latina all’Europa le reti della nuova destra”, Castelvecchi editore

Il neo-imperialismo trumpiano, violando ogni legalità internazionale, rimuove dittatori senza neppure il pretesto della democrazia ma solo per imporre l’egemonia statunitense –la vecchia dottrina Monroe- nel “cortile di casa” latinoamericano. Tra Europa (in particolare Spagna) e America Latina si è andata strutturando una sorta di “internazionale reazionaria” al servizio dell’autocrate di Mar-a-Lago. Ne sono protagonisti l’argentino Milei, il cileno Kast, il clan del brasiliano Bolsonaro, il salvadoregno Bukele, l’ecuadoriano Noboa, il paraguayano Peña, il colombiano Uribe, l’honduregno Asfura, e molti altri. Lo fanno strumentalizzando anche Gramsci, e sfruttando appieno tutte le possibilità manipolatorie dei social media. Queste dinamiche inedite pongono domande esistenziali non solo alle forze progressiste, ma alla stessa democrazia.